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DOPING
Il doping è il cancro dello sport. L’assunzione di sostanze come anabolizzanti, stimolanti o ormoni, anche per brevi periodi, può provocare effetti sull’organismo a lungo termine, dopo mesi o anche anni. Alcune di queste sostanze possono favorire la comparsa del cancro e provocare danni gravi alla salute. In particolare:
- Steroidi anabolizzanti: tumore a fegato, prostata, rene, testicolo, mammella, linfomi
- GH/IGF1 (ormone della crescita): tumore a mammella, colon, prostata, linfoma
- Eritropoietine (EPO): disordini ematologici
Lo sport serve ad educare mente e corpo al miglioramento delle prestazioni atletiche in sintonia con un sano stile di vita. Il doping non è soltanto un inganno verso gli avversari, ma soprattutto verso sé stessi!
I motivi che spingono al doping possono essere molteplici, ma in ogni caso sempre strettamente personali: la popolarità, il successo, la bellezza fisica o estetica. Questi, a volte, possono essere considerati valori prioritari di fronte ai quali si è disposti a qualsiasi compromesso per raggiungerli o mantenerli.
Vale veramente la pena di rischiare la vita? Al danno diretto sulla propria salute il doping associa la perdita della vera essenza della cultura sportiva, che è la sana attività motoria, la costanza nel perseguire il proprio miglioramento fisico e mentale ed il rispetto delle regole e dell’avversario.
Cercare scorciatoie significa non credere nelle proprie capacità ed equivale ad arrendersi, ammettere di essere perdenti non solo nello sport ma anche nei confronti della vita e, soprattutto, di sé stessi. Possiamo magari riuscire a imbrogliare gli altri, ma non noi stessi.
Se in palestra o al campetto qualcuno vi propone di utilizzare “vitamine” o altri integratori per migliorare la vostra resistenza o forza fisica, rifiutate e seguite solo i consigli dell’allenatore o del vostro medico di famiglia.
Chi fa uso di doping sa di essere un perdente!









