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L'ATTRAZIONE VERSO I CIBI GRASSI E' CAUSATA DA UN GENE - 17/01/2012
Washington, 17 gennaio 2012 – La passione per i cibi grassi e ipercalorici si nasconde nella bocca e nel DNA. Lo rivela un lavoro di un gruppo di scienziati della Washington University School of Medicine, pubblicato sul Journal of Lipid Research. I ricercatori sostengono che sulla lingua, insieme alle zone deputate a percepire il dolce, il salato, l’amaro, l’acido e il quinto gusto chiamato umami, sono presenti anche delle papille dedicate agli alimenti ‘fat’. Non solo. Secondo il team americano, le nostre scelte dietetiche potrebbero essere condizionate da un particolare gene, il CD36, che regolerebbe la sensibilità ai sapori grassi. Più questo gene è attivo e più proteina CD36 viene prodotta. Maggiore risulta quindi essere la sensibilità verso il grasso. Al contrario, esiste una variante ‘pigra’ del gene che riduce la sensibilità ai cibi ‘fat’, spingendo dunque a mangiarne di più per soddisfare il palato. Una mutazione ‘sfortunata’, ad alto rischio obesità, che interesserebbe fino al 20% della popolazione.









